Il divulgatore - Agricoltura, alimentazione, ambiente

La qualità del latte
N. 1/1997

 

 

 

Salta i menu

N.1/1997 La qualità del latte

Quote latte una storia dolorosa

Fra un susseguirsi di Ministri e di modifiche applicative, il regime delle quote late è in vigore da ormai 13 anni ma ancora non sembra raggiunta una soluzione che soddisfi tutte le parti in gioco.

Massimo Agostini - Gruppo Giornalistico Edagricole

Il controllo alimentare della qualità

Le modificazioni per via alimentare della qualità del latte si ottengono soprattutto controllando tipo e quantità degli alimenti impiegati, oltre che la modalità di somministrazione alle bovine.
L'uso di foraggi sfalciati precocemente e ben conservati rappresenta il modo migliore per aumentare i tenori lipidici e proteici del latte, tutelando al tempo stesso il benessere degli animali.

Andrea Formigoni - Dipartimento di Morfologia Veterinaria
e Produzioni Animali - Università di Bologna

Per una mungitura igienica

Se attuata correttamente, la mungitura non rappresenta un inevitabile stress, bensì un fattore di salute per la mammella, che ` così in grado di produrre latte "pulito" , con basso tenore di microbi e di cellule somatiche.
Accanto ai trattamenti disinfettanti, alla scelta oculata delle guaine, al controllo costante del "vuoto", importante risulta la manutenzione della macchina mungitrice e il suo lavaggio.

Mauro Codeluppi - Associazione Provinciale Allevatori di Modena

Le mastiti ambientali

Negli ultimi decenni sono progressivamente aumentate le infezioni della mammella causate da microrganismi cosiddetti "ambientali". Il loro controllo è per l'allevatore un compito assai difficile, che coinvolge numerosi aspetti gestionali e igienici ma che può tradursi in benefici diretti in termini di qualità del latte e relativi premi.

Alfonso Zecconi - Istituto Malattie infettive, Profilassi e Polizia veterinaria, Università di Milano

La lotta alle mosche

Le mosche negli allevamenti bovini costituiscono non solo un pericoloso veicolo di malattie, ma anche un danno economico, determinando un calo della produzione di latte.
L'impiego di insetti parassitoidi può rappresentare una soluzione efficace da affiancare a una più complessa strategia di prevenzione (pulizia degli ambienti, corretta gestione del letame, ecc.).

Marco Morselli - Dipartimento di Biologia Evoluzionistica - Università di Bologna
Luigi Ruggeri - Ruggeri srl Biofabbrica di Crespellano (BO)

La refrigerazione del latte

Il raffreddamento del latte appena munto consente di mantenere le caratteristiche qualitative, ottimizzando nel contempo le operazioni di raccolta e di consegna allo stabilimento. La conservazione del latte presso la stalla, che può durare al massimo due giorni, avviene entro apposite vasche, capaci di garantire la temperatura di 4°C all'intera massa refrigerata.

Gian Carlo Emaldi - Istituto sperimentale Lattiero-caseario, Lodi (MI)
Mauro Codeluppi - Associazione Provinciale Allevatori di Modena

Il ruolo dell'autorità sanitaria

Il veterinario pubblico, figura di crescente rilievo nella normativa comunitaria, deve garantire alla collettività dei consumatori che il latte venga prodotto in condizioni sanitarie ottimali. Alle funzioni di sorveglianza egli associa anche quella di supporto e di indirizzo tecnico per l'allevatore ai fini della qualificazione della produzione lattiera. La Direttiva comunitaria sulla sanità del latte e dei suoi derivati.

Anselmo Albertini - Servizio Sanitario Azienda USL di Reggio Emilia

Alimento Latte

Nelle società occidentali, caratterizzate da diete alimentari fin troppo ricche di calorie e proteine, il ruolo del latte non è più quello di soddisfare tali fabbisogni. La sua importanza sotto il profilo nutrizionale risiede invece nell'elevato contenuto in calcio, cationi e vitamine, che lo rendono insostituibile nell'alimentazione adulta e infantile.

Giovanni Battista Panatta - Direttore Istituto di Nutrizione Umana-Università di Ferrara