N.11 / 1997 Vivere la natura
Proteggere la natura
L'istituzione di un'area protetta- sia essa un parco, una riserva naturale
o un'area di riequilibrio ecologico- ha principalmente lo scopo di conservare
o ricostituire un ambiente naturale, favorendone al contempo la fruizione
da parte dell'intera cittadinanza. Fin dal 1998 la Regione Emilia-Romagna,
anticipando di alcuni anni la normativa nazionale, ha disciplinato la
materia attraverso la legge 11.
Paola Altobelli, Lucia Montagni, Nevio Agostini
Provincia di Bologna- Assessorato Ambiente
Servizio pianificazione ambientale e paesistica
I parchi regionali
I parchi regionali sono sistemi territoriali che, per valori naturali,
scientifici, storico-culturali e paesaggistici di particolare interesse,
sono gestiti e organizzati in modo unitario per conservare, ripristinare
e migliorare l'ambiente naturale, sviluppare le attività umane
compatibili con la protezione degli ecosistemi, svolgere attività
di ricerca scientifica, didattica e ricreative. Il parco, per conseguire
le finalità per le quali viene istituito, viene dotato di un organismo,
l'Ente di Gestione, responsabile del suo funzionamento e in grado di individuare
e attivare le azioni idonee per realizzare i propri programmi. La gestione
dei parchi in Emilia-Romagna è affidata a Consorzi tra gli enti
territoriali interessati dall'area protetta (Comuni, Province e Comunità
Montane): questa forma gestionale consente sia la partecipazione, attraverso
rappresentanti, della popolazione locale alle scelte che riguardano il
territorio nel quale essa vive e lavora, sia una migliore conoscenza,
da parte di coloro che devono gestire il parco, delle reali esigenze delle
comunità. Il parco deve inoltre dotarsi di un proprio piano, denominato
dalla legge "Piano territoriale del parco", che costituisce
lo strumento guida per l'attuazione dei processi di salvaguardia e di
sviluppo dell'area e che, sulla base di analisi, detta le norme per il
controllo delle attività e per disciplinare i comportamenti di
coloro che vivono, frequentano e in generale fruiscono del territorio
protetto. Ad esso si aggiunge il Regolamento del parco, che specifica,
con un grado maggiore di dettaglio, le disposizioni volte a regolamentare
le varie attività e individua sanzioni per i trasgressori e indennizzi
o incentivi per ricompensare eventuali limitazioni d'uso.
- Gessi bolognesi e Calanchi dell'Abadessa
- Corno alle Scale
- Laghi di Suviana e Brasimone
- Monte Sole
- Abbazia di Monteveglio
Stefano Corazza -Regione Emilia-Romagna- Servizio
paesaggio, parchi e patrimonio naturale
Davide Bianco - Gianfranco Pelleri -Gessi bolognesi e calanchi della Abbadessa
Antonella Galli, Antonella Lizzani e Alessandra Biagi - Corno alle Scale
Alfredo Caggianelli, Pier Paolo Lanzarini - Monte Sole
Antonella Galli, Paolo Campori - Laghi di Suviana e Brasimone
Sandra Vecchietti -Abbazia di Monteveglio
Turismo nel verde: un'opportunità di sviluppo
Il turismo nei parchi, incentivato anche da alcune normative europee,
può rappresentare una valida occasione di promozione delle aree
protette, purché si svolga nel pieno rispetto del patrimonio ambientale.
I PARCHI PROVINCIALI
Realizzati all'Amministrazione Provinciale nel corso degli anni '70, i
parchi provinciali sono successivamente passati in gestione ai Comuni.
In particolare Montovolo per le sue valenze storiche, religiose e ambientali
è tuttora oggetto di un interessante progetto di riqualificazione.
Giovanni Andalò - Bosco della Frattona
LE RISERVE NATURALI
Le riserve naturali sono territori di limitata estensione istituiti per
la loro rilevanza regionale e gestiti per la conservazione dei loro specifici
caratteri morfologici, biologici, ecologici, scientifici e culturali.
Le riserve naturali possono essere:
- integrali, quando l'ambiente naturale è protetto integralmente
e sono consentiti solamente interventi e ricerche aventi finalità:
scientifiche.
- orientate, con lo scopo di conservare gli ecosistemi attraverso interventi
umani che indirizzino scientificamente l'evoluzione della natura;
- parziali, per la conservazione di specifici elementi relativi a suolo,
flora, fauna (possono essere individuate riserve naturali geologiche,
botaniche, zoologiche);
- speciali, gestite principalmente per la conservazione di un insieme
di fatti di valore estetico o storico-educativo.
Il provvedimento istitutivo della riserva naturale stabilisce l'affidamento
in gestione a un ente giuridicamente riconosciuto, tra cui Enti locali,
territoriali o loro Consorzi, Istituti Universitari, associazioni naturalistiche,
enti culturali o di ricerca, l'Istituto regionale per i beni artistici,
culturali e naturalistici. Nel caso della Riserva naturale del Bosco della
Frattona la gestione è affidata al Comune di Imola.
LE AREE DI RIEQUILIBRIO ECOLOGICO
Le aree di riequilibrio ecologico sono ambienti naturali o in corso di
rinaturalizzazione, di interesse locale, situate in zone intensamente
antropizzate. Sono gestite in modo da conservare, restaurare o eventualmente
ripristinare i sistemi naturali in esse presenti. Le aree possono essere
individuate dagli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica
provinciali e comunali. La loro tutela e gestione è affidata alle
Province e ai Comuni, che operano sia attraverso le norme di attuazione
che accompagnano i suddetti strumenti, sia attraverso l'emanazione di
appositi regolamenti di gestione. Le 42 aree di riequilibrio finora realizzate
in Regione Emilia-Romagna, tutte ubicate nel territorio di pianura, sono
state individuate e gestite dai Comuni territorialmente interessati. La
Regione provvede a fornire gli indirizzi riguardanti vari aspetti gestionali..
In provincia di Bologna attualmente esistono diverse aree di riequilibrio
ecologico, di cui alcune usufruibili, mentre altre sono in corso di progettazione.
All'elenco riportato nella pagina a fianco si aggiunge l'Oasi Faunistica
del Quadrone a Medicina dotata di strutture per la fruizione e l'osservazione
naturalistica.
- BORA a San Giovanni in Persiceto (zona umida e rimboschimento)
- VASCHE EX ZUCCHERIFICIO a Crevalcore (riqualificazione ambientale)
- COLLETTORE ACQUE ALTE a Crevalcore e San Giovanni in Persiceto (recupero ambientale)
- SAN VITALE DI RENO a Calderara di Reno (zona umida e riqualificazione)
- DOSOLO a Sala Bolognese (zona umida e rimboschimento)
- LA BISANA a Pieve di Cento (rimboschimento)
- CASONE PARTIGIANO a San Pietro in Casale (rimboschimento)
- TORRENTE IDICE a San Lazzaro di Savena (riqualificazione ambientale)
ALTRE ZONE UMIDE
Comune di Molinella
- Cassa dei Boschetti
- Tenuta Boscosa
- Tenuta Nuova (La Fiorentina)
- Valle Vallazza
Comune di Budrio
- Cassa dei Benni
- Comune di Malalbergo
- Valle La Comune
Comune di Medicina
- Valle Fracassata
- Casse del Quadrone
- Valle Bentivoglio
Comune di Bentivoglio
- Ex Risaia
Comune di San Pietro in Casale
- Vasche di decantazione ex-zuccherificio
Fausto Minelli - Il Quadrone
Andrea Morisi - La Bora, Vasche ex zuccherificio
Francesco Cacciato, Ivaldo Gualdi -San Vitale di Reno
Rossella Ghedini -Casone del Partigiano
Giorgio Sarmasi - Torrente Idice
Un museo policentrico di storia naturale
A differenza di altre province italiane, quella di Bologna, malgrado la
sua illustre tradizione scientifica, non ospita attualmente un grande
museo di storia naturale. Essa dispone, tuttavia, di istituzioni museali
e collezioni naturalistiche di straordinaria importanza, che nel loro
insieme compongono, almeno potenzialmente, un grande museo policentrico
di storia naturale.
Silvio Fronzoni- Provincia di Bologna- Assessorato Cultura

