N.10/ 1999 Il castagno da
frutto
Le varietà dell'Emilia-Romagna
Un' indagine condotta in Emilia-Ronagna allo scopo di individuare e valorizzare
le varietà di castagne più interessanti sotto il profilo
produttivo, paesaggistico e ambientale, ha evidenziato una notevole variabilità
fra le cultivar esaminate. Le migliori per l'aspetto e la qualità
dei frutti sono risultate Reggiolana, Pastinese e Svizzera, mentre altre
si sono segnalate per l'attitudine alla produzione di legno.
Riccardo Antonaroli - Agronomo, Libero professionista
Daniele Bassi - Istituto di Coltivazioni Arboreee- Università di
Milano
I nomi della tradizione
I 24 biotipi di castagne sono stati esaminati per le principali caratteristiche
morfologiche dell'albero, dei fiori, delle foglie e dei frutti. Si è
inoltre rilevata l'epoca di maturazione (inizio di apertura dei ricci),
riferita a quella del marrone coltivato localmente e sono state raccolte
informazioni relative ai principali aspetti commerciali e tecnologici.
Biancherina, Calarese, Candini, Carrarese, Cà Veroli 3, Ceppa,
Garfagnina, Gentile, Grappolo, Lóiola, Mascherina, Massangaia,
Molana, Mondaiola, Pastinese, Perticaccio, Pistolese, Plossin, Reggiolana,
Rossola, Salvano, Sborgà, Svizzera, Tosca.
Riccardo Antonaroli - Agronomo, Libero professionista
Un prodotto garantito
La conduzione del castagneto da frutto richiede attente cure colturali
in funzione della tipologia dell'impianto, nuovo o riconvertito, e delle
caratteristiche del sito. Le indicazioni tecniche da rispettare per usufruire
del marchio di Qualità Controllata o degli altri benefici previsti
per l'agricoltura integrata.
Daniele Missere - Centro Ricerche Produzioni Vegetali - Cesena
Attenzione ai parassiti
Mal dell'inchiostro e cancro della corteccia hanno condizionato la castanicoltura
di questo secolo e ancora possono rappresentare un fattore limitante per
il recupero e la gestione degli impianti. Fra i fitofagi, balanino e tortrici
sono i parassiti più dannosi per i frutti, raggiungendo talvolta
perdite pari al 70% del prodotto.
Riccardo Antonaroli - Agronomo, Libero professionista
Giorgio Maresi - Istituto S.Michele all'Adige
Dal bosco al mulino
Dall'esperienza positiva di recupero di castagneti da frutto in un'area
dell'Appennino bolognese, un ritrovato interesse per la coltura del castagno
e per le tradizioni legate in particolare all'essiccazione e alle molteplici
trasformazioni di questo frutto.
Giacinto Mellini, Vittorio Nanni - Consorzio Castanicoltori di Granaglione
La riscoperta del castagno
Strade e città del castagno, indicazioni geografiche protette,
sagre locali e piccoli musei sono alcune delle numerose iniziative avviate
a livello locale e internazionale per rilanciare la coltura e l'intera
economia di alcune zone montane.
Luigi Vezzalini - Comunità Montana Appennino
Modena Est
Pietro Zanardi - Comunità Montana Valle del Samoggia
Un frutto energetico e gustoso
Facilmente conservabile, versatile in cucina, la castagna, arrostita o
bollita, viene utilizzata come ottimo contorno e per le deliziose preparazioni
dolciarie. Si accompagna gradevolmente ai vini rossi novelli, rallegrando
le serate autunnali.
Giovanni Battista Panatta -Direttore Istituto di Nutrizione Umana - Università di Ferrara

