N.11/ 1999 Le colture da
seme
Il settore in cifre
Il consumo di sementi, sostanzialmente stabile nei paesi industrializzati,
si sta invece espandendo nei continenti asiatico e africano; molto elevato
è inoltre il reimpiego di seme aziendale a livello mondiale. In
Emilia-Romagna le aziende moltiplicatrici sono concentrate nelle province
di Forlì e Ravenna, ma anche Bologna partecipa per il 9% alla produzione
regionale di seme.
Vanni Tisselli, Francesca Marini - Centro Ricerche Produzioni Vegetali - Cesena
Le figure coinvolte
Protagonista del processo di produzione del seme è l'azienda
sementiera, che affida all'agricoltore il seme da moltiplicare, indica
le tecniche agronomiche da seguire e ritira il prodotto, conferendogli
i requisiti fisici, genetici e sanitari richiesti per la commercializzazione.
I controlli ufficiali dell'Ense per le specie con certificazione obbligatoria.
Marco Nardi - Associazione Italiana Sementi
La tecnica colturale
Accanto ad alcune norme generali di coltivazione per raccogliere seme
di buona qualità nel rispetto dell'ecosistema, si riportano, per
le principali specie da seme, indicazioni più specifiche, frutto
dell'esperienza maturata in campo dai tecnici delle associazioni e delle
aziende sementiere operanti sul territorio regionale.
Sergio Gengotti, Vanni Tisselli, Loredana Antoniacci - Centro Ricerche Produzioni Vegetali- Cesena
Frumento tenero e duro
Triticum aestivum-Triticum durum
Semina diretta - Il frumento si adatta bene a tutti i tipi
di terreno purché adeguatamente dotati di elementi fertilizzanti
e di acqua, della quale, per contro, devono essere accuratamente evitati
i ristagni anche attraverso una buona preparazione del letto di semina.
Orzo
Hordeum vulgare
Semina diretta - L'orzo si adatta bene a tutti i tipi di terreno purché
adeguatamente dotati di elementi fertilizzanti. Anche i terreni scarsi
di azoto sono utilizzabili in quanto l'elevata disponibilità di
questo elemento potrebbe risultare negativa per la produttività
della coltura.
Erba medica
Medicago sativa
Semina diretta - La medica predilige terreni profondi, ben
drenati, con tessitura da franca ad argillosa e non tollera quelli a reazione
acida.
Pisello
Pisum sativum
Semina diretta - Il terreno ideale è di medio impasto tendente
all'argilloso.
Ravanello
Raphanus sativus
Semina diretta - Il terreno ideale è di medio impasto tendenzialmente
argilloso.
Cicoria
Cichorium intybus
Semina diretta - Sono preferibili i terreni di medio impasto o argillosi
di pianura.
Vivaio e portaseme - La fase divivaio è realizzata generalmente
presso vivaisti che producono le piantine in serra. In questa fase non
viene coinvolto l'agricoltore il quale riceve al momento opportuno le
piantine da trapiantare. Per la fase di portaseme i terreni preferibili
sono quelli di medio impasto o argillosi di pianura.
Carota
Dacus carota
Semina diretta - Sono prefribili i terreni di medio impasto tendenti all'argilloso.
Vivaio e portaseme
Nella fase di vivaio sono preferibili terreni sciolti che facilitano la
successiva estirpazione evitando danni ai fittoni. Nella fase di portaseme
il terreno più adatto è di medio impasto-argilloso, possibilmente
collocato in zone ventilate.
Cavolo Cappuccio
Brassica oleracea var. botrytis
Semina diretta - In generale il metodo della semina diretta si addice
alle varietà più precoci. Il terreno ideale è di
medio impasto tendente all'argilloso con buona capacità di sgrondo
per evitare il ristagno idrico.
Vivaio e portaseme
Il terreno ideale per la fase di vivaio è di medio impasto non
limoso, onde evitare la formazione di crosta, mentre nella fase di portaseme
è di medio impasto tendente all'argilloso con buona capacità
di sgrondo per eviatre il ristagno idrico.
Barbabietola da zucchero
Beta vulgaris
Vivaio e portaseme - Per la fase di vivaio il terreno ideale
e preferibilmente sabbioso o tendenzialmente sciolto per facilitare l'estirpazione
dei fittoni. Nella fase di di portaseme, invece sono particolarmente indicati
i terreni di medio impasto-argillosi.
Patata
Solanum tuberosum
Semina diretta- I terreni da preferire sono quelli franchi, tendenzialmente
sciolti con pH variabile da 5,5 a 6,5. I terreni alcalini determinano
una maggiore sensibilità agli attacchi di scabbia.

