N.12/ 2000 Agroecologia
Biodiversità del campo coltivato
Agroecologia e difesa delle colture
L’adozione di metodi colturali a basso impatto ambientale è
un’esigenza della moderna agricoltura e il fine ultimo dell’agroecologia.
In tale ambito si colloca lo studio di strategie di difesa alternative
rispetto a quelle chimiche, in grado di esaltare gli effetti positivi
della lotta naturale fra gli organismi utili e quelli nocivi alle colture
agrarie.
Spazi preziosi ai margini del campo
Siepi e borbure inerbite possono svolgere un ruolo importante in agricoltura,
favorendo in vario modo le popolazioni di artropodi utili nel contenimento
di numerosi fitofagi delle colture agrarie.
Osservazioni e approfondimenti
Coccinellidi predatori di afidi, I miridi del pesco, Tortricidi ricamatori
delle pomacee, Agromizidi sulla lattuga, Per prevenire gli attacchi di
cleono
Prove condotte in pescheti del ravvennate hanno evidenziato la positiva
influenza dell’inerbimento sulle popolazioni di coccinellidi che
si nutrono degli afidi fitofagi del pesco: maggior numero di specie presenti,
controllo più costante delle infestanti, miglior rapporto predatore-preda
nella parcella inerbita rispetto a quella sfalciata.
Elevate infestazioni dello strato erbaceo interfilare da parte dei miridi
fitofagi del pesco non si traducono in pesanti attacchi alla coltura,
anzi una corretta gestione degli sfalci può ridurre i rischi di
danno sul pesco.
I maggiori danni rilevati negli ultimi anni nei meleti e nei pereti della
pianura Padana sembrano derivare da un’errata applicazione delle
strategie di difesa contro i comuni ricamatori.
Le piante spontanee limitrofe ai trapianti di lattuga consentono la moltiplicazione
di numerose specie di parassiti - che in seguito possono migrare sulla
coltura favorendo la lotta naturale - mentre non ospitano generalmente
agromizidi dannosi per la lattuga.
E’ possibile valutare il rischio d'infestazione di cleono su bietola
in base a informazioni agronomiche e dati rilevati in campo. I risultati
dell’indagine condotta in Emilia Romagna su mobilità e modalità
di colonizzazione dei campi coltivati.
Misteriosi formidabili cacciatori
Sono moltissimi, diversi per forma e colori. A volte tessono la tela,
a volte cacciano nascosti, balzando sulla preda veloci e impietosi.
Un viaggio nel mondo dei ragni, alla scoperta delle loro abitudini e soprattutto
del loro valore nell’agroecosistema quali fattori naturali di controllo.
Testi a cura di
Alberto Lanzoni, Antonio Masetti, Gianumberto Accinelli, Giovanni
Burgio, Stefano Maini - Istituto di Entomologia G.Grandi, Università
di Bologna
Riccardo Cornale, Alberto Reggiani, Andrea Cavini, Roberto Ferrari, Luca
Boriani, Marco Pozzati - Centro Agricoltura Ambiente
Cosimo Baviera, Fabio Molinari - Università Cattolica del Sacro
Cuore di Piacenza
Davide Dradi - CEREA , Centrale Ortofrutticola di Cesena

