N.3 / 2004 Suini
Guida all’allevamento secondo il metodo biologico
UNA
DISCIPLINA A TUTTO CAMPO
(articolo in formato pdf 173 kb)
Regolamenti comunitari, decreti ministeriali e delibere regionali governano
dettagliatamente il settore, ponendo molti vincoli e poche deroghe in
tema di alimentazione, provenienza degli animali, stabulazione, ecc.
Paola Vecchia - CRPA, Reggio Emilia
PER
IL BENESSERE DELL’ANIMALE
(articolo in formato pdf 704 kb)
L’allevamento biologico dei suini può avvenire in porcilaia
o all’aperto qualora si disponga di ampie superfici altrimenti improduttive.
Le porcilaie per il biologico sono notevolmente diverse da quelle convenzionali
onde assicurare migliori condizioni di vita agli animali, ma i costi d’investimento
per allevamenti a ciclo chiuso e da riproduzione sono simili a quelli
per l’allevamento intensivo.
Paolo Rossi, Alessandro Gastaldo, Paolo Ferrari - CRPA, REGGIO EMILIA
OBIETTIVO
AUTOSUFFICIENZA
(articolo in formato pdf 310 kb)
Il metodo biologico presuppone uno stretto legame fra l’allevamento
e l’azienda agricola, che mediante opportune rotazioni colturali
deve essere in grado di fornire la maggior parte degli alimenti per gli
animali. Decisiva è pertanto l’analisi delle fonti energetiche
e proteiche più convenienti, in funzione dei costi e delle possibilità
di autoapprovvigionamento.
Andrea Rossi - CRPA, REGGIO EMILIA
PREVENZIONE
E CURE SANITARIE
(articolo in formato pdf 116kb)
Razza resistente, strutture e sistemi di allevamento che non “stressino”
gli animali, alimentazione equilibrata, possibilità di movimento
sono le premesse indispensabili per contenere il rischio di patologie.
Cure veterinarie con prodotti di sintesi solo in situazioni particolari
e limitate. Si auspica l’avvio di ricerche scientifiche volte a
sviluppare le terapie omeopatiche.
Alessandro D’Elia - DIREZIONE TECNICA DI SUOLO E SALUTE
UN
PROBLEMA DI COSTI
(articolo in formato pdf 131 kb)
In Italia come in Europa la domanda di carne di maiale bio è alta,
ma l’allevamento non decolla e i suini biologici sono solo lo 0,2%
del totale.
La causa sembra attribuibile agli elevati costi di produzione, nonostante
i prezzi spuntati risultino spesso remunerativi.
Alberto Manghi - FONDAZIONE CRPA STUDI E RICERCHE

