n.2-3 / 2006
Vite & vino
Biodiversità, turismo e tipicità: le direttrici di un possibile rilancio
Nel complesso sistema bolognese
Gli anni Duemila hanno visto una certa stabilizzazione strutturale del
sistema viticolo provinciale dopo il precedente ventennio che aveva
fatto registrare una caduta veloce degli impianti viticoli nonché
del numero di aziende che li ospitavano. La combinazione dei due fenomeni
ha prodotto un notevole aumento della superficie media aziendale a vite
e quindi una migliorata efficienza produttiva, favorita inoltre dal
contemporaneo rinnovamento degli impianti. Risultato, quest’ultimo,
ottenuto anche grazie ai fondi comunitari amministrati dagli uffici
provinciali nell’ambito del Piano di ristrutturazione e riconversione
vigneti.La qualificazione del prodotto attraverso le denominazioni d’origine
ha portato a Bologna i suoi frutti: una settantina di tipologie di vino
Doc, oltre a una Docg, più alcune Igt e tre relativi Consorzi,
attivi non solo nella tutela delle denominazioni ma anche nella loro
valorizzazione.
La
prima voce dell’export alimentare
(articolo in formato pdf 107 kb)
Attraverso la lettura dei dati statistici più significativi
emerge un quadro completo del settore vitivinicolo nazionale e dei trend
produttivi in atto. La contrazione progressiva dei consumi di vino è
una tendenza inequivocabile anche in Italia, che è prima davanti
alla Francia nelle quantità assunte giornalmente pro capite. Forte
l’esportazione soprattutto verso gli Stati Uniti e la Germania.
Silvia Gatti
Università di Bologna, Dipartimento Scienze Statistiche (indagine
realizzata per la Regione Emilia-Romagna, Direzione Generale Agricoltura)
Bologna,
una realtà in fermento
(articolo in formato pdf 205 kb)
La vitivinicoltura bolognese mostra una Plv in crescita e un apprezzabile
ampliamento e rinnovamento degli impianti aziendali, segnali che dimostrano
l’efficienza del sistema produttivo provinciale. La qualificazione
del prodotto è attestata dai tre Consorzi di tutela mentre il progetto
di zonazione dell’area collinare rappresenta uno strumento in grado
di promuovere il vino e l’ambiente che l’ha originato.
Giuseppe Lia, Maria Grazia Tovoli (coordinamento)
Provincia di Bologna, Servizio Produzioni Agricole e Agroambiente
Territorio & Qualità:
quali chance dalla zonazione
Marisa Fontana Crpv, filiera vitivinicola
Zamboni Maurizio Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza
Giuseppe Benciolini I.Ter Soc. Coop.
Quando la vite si maritava all’olmo
Giuseppe Lia Provincia di Bologna Servizio Produzioni Agricole e Agroambiente
Le
vigne dei padri
(articolo in formato pdf 123 kb)
Un’indagine condotta dal Crpv e dall’Università di
Bologna sta analizzando il patrimonio genetico dei vitigni dell’Emilia
Romagna per valutarlo, conservarlo ed eventualmente valorizzare le varietà
più interessanti. Fra i vitigni più antichi e più
tipici dell’areale bolognese figurano Albana, Montù, Angela,
Alionza e Negrettino; due viti centenarie sono state rinvenute a Imola
e a Pianoro.
Marisa Fontana Crpv - Filiera vitivinicola
Ilaria Filippetti Università di Bologna Dipartimento di Colture
Arboree
La vecchia signora dell’Appennino
Marisa Fontana Crpv - Filiera vitivinicola
Si
gradiscono ospiti in cantina...
(articolo in formato pdf 42 kb)
L’enoturismo, un fenomeno relativamente recente ma in rapido
sviluppo, rappresenta un’occasione imperdibile per il vitivinicoltore
e talvolta un elemento di traino dell’intera economia locale. Oggi
non basta più offrire vino di qualità, ma occorre anche
garantire un’accoglienza eccellente in termini di strutture, servizi
e contatto umano.
Francesco Lambertini Movimento Turismo del Vino
(documento in formato pdf 8 kb)

