n.1-2 / 2007
Energie da biomasse vegetali
Analisi della fattibilità tecnica e economica
IL
CAMMINO LEGISLATIVO
(articolo in formato pdf 27 kb)
Sotto il profilo legislativo le energie rinnovabili assurgono ad elemento
di pubblica utilità a partire dal 1991, ma è il Decreto
Bersani del ’99 che apre la strada verso una loro reale introduzione,
mentre il decreto del 2003 riconosce in tale ambito il ruolo potenziale
delle biomasse. La Regione Emilia-Romagna ha incentivato a più
riprese la realizzazione di impianti di produzione energetica da fonti
rinnovabili agricole e nel Piano di sviluppo rurale di imminente applicazione
ne fa un tema d’interesse trasversale, che può incidere sulla
competitività delle imprese, la tutela ambientale e lo sviluppo
complessivo delle aree rurali.
Claudia Orlandini - Giovanni Pusceddu
Regione Emilia-Romagna, Servizio Aiuti alle Imprese
COLTURE
DEDICATE SOTTO ESAME
(articolo in formato pdf 146 kb)
A tutt’oggi la vendita di biomassa derivante da coltivazioni a tale
scopo non sembra economicamente conveniente rispetto alle colture
tradizionali. L’attività di ricerca e sperimentazione persegue
perciò due principali obiettivi: aumentare
le rese attraverso il miglioramento genetico e l’adattabilità
varietale e contenere i costi – soprattutto di raccolta e condizionamento
del prodotto – mediante l’impiego di idonei cantieri.
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Sorgo da fibra (Sorghum bicolor L. Moench)
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Mais (Zea mays L.)
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Girasole(Helianthus annus L.)
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Colza(Brassica napus L. var. oleifera)
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Soia (Glycine max L.)
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Canna comune (Arundo donax L.)
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Panico (Panicum virgatum L.)
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Miscanto (Miscanthus x giganteus Greef et Deuter)
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Pioppo(Populus spp.)
Renato Canestrale, Claudio Selmi - Centro Ricerche Produzioni Vegetali
RESIDUI
E SCARTI: TRA IPOTESI E REALTÀ
(articolo in formato pdf 61 kb)
I residui della coltivazione agricola nonchè gli scarti e i sottoprodotti
dell’industria di trasformazione dei prodotti vegetali e animali
costituiscono un’immensa quantità di materiale che al momento
viene recuperata solo in parte o talvolta non correttamente utilizzata.
Tale biomassa - difficile da misurare - riveste oggi nuovo interesse in
virtù del suo potenziale energetico e soprattutto della sua “rinnovabilità”,
come testimoniano le verifiche in atto per superare i problemi legati
a un suo ottimale sfruttamento.
Renato Canestrale
Centro Ricerche Produzioni Vegetali
BIOMASSE
FORESTALI: INDICAZIONI PER L’USO
(articolo in formato pdf 116 kb)
I boschi dell’Emilia Romagna forniscono in massima parte legna da
ardere, attivando in questo modo filiere produttive con caratteristiche
di brevità e di ridotto valore aggiunto. Il tradizionale consumo
per il riscaldamento domestico avviene attraverso stufe e caldaie che
richiederebbero in molti casi un avvicendamento per migliorarne l’efficienza
termo-energetica. Un utilizzo della biomassa legnosa presso grandi centrali
per la produzione di energia termica o elettrica è necessariamente
subordinato al prezzo della materia prima: finchè questo non uguaglierà
il valore di mercato della legna da ardere, non sussistono le condizioni
per la creazione di tali impianti.
Lamberto Baratozzi
Regione Emilia-Romagna
Servizio Sviluppo Sistema Agroalimentare

