n.3-4/ 2007
Difesa del vigneto
Nel mirino le avversità più temute
IL
BILANCIO DELL’ULTIMA ANNATA
(articolo in formato pdf 109 kb)
Più forte il rischio di infezioni oidiche in collina, peraltro
ben contenute dagli interventi di difesa; peronospora e tignoletta minacciano
invece gli impianti di pianura. Per tutti i viticoltori vale il consiglio
di consultare costantemente i bollettini di produzione integrata,elaborati
da tecnici qualificati sulla base dell’andamento climatico, dei
modelli previsionali e dei rilievi in campo.
Coordinamento provincialeServizi di Sviluppo Agricolo:
Guido Ghermandi - Agrites Srl
Maurizio Fiorini - Cesac
Peronospora
(articolo in formato pdf 146 kb)
Plasmopara viticola (Berk & Curt) Berl. et de Toni
È il parassita più temuto per la coltivazione della vite,
compiendo l’intero ciclo biologico esclusivamente su tale pianta.
La strategia di difesa, impostata in funzione della frequenza e della
gravità con cui la malattia si manifesta nell’areale viticolo,
è tesa a evitare che si instaurino le infezioni primarie. Un modello
di simulazione permette di prevederne lo sviluppo, fornendo un valido
supporto ai servizi regionali di difesa integrata.
Riccardo Bugiani
Servizio fitosanitario, Regione Emilia-Romagna
Oidio
(articolo in formato pdf 147 kb)
Uncinula necator (Schweinitz) Burril - Oidium tuckeri Berk
Colpisce sia le foglie che i grappoli, causando perdite di produzione
e scadimento della qualità del mosto e del vino. La fase fenologica
più sensibile alla malattia, nella quale utilizzare quindi i principi
attivi più efficaci, è rappresentata dalla prefioritura
fino alla formazione del grappolo. Per questa malattia è disponibile
un modello di previsione, adattato alle peculiarità microclimatiche
delle zone viticole emiliano-romagnole.
Riccardo Bugiani
Servizio fitosanitario, Regione Emilia-Romagna
Muffa
grigia
(articolo in formato pdf 88kb)
Sclerotinia (=Botryotinia) fuckeliana - Botrytis cinerea
Responsabili dei danni più gravi sono le infezioni a carico del
grappolo
durante la fase di raccolta, che portano gli acini al completo disfacimento.
Le tecniche di difesa indiretta - volte a contrastare i fattori agronomici,
varietali e climatici che predispongono la pianta alla malattia –
risultano importanti anche se si rendono necessari trattamenti chimici
basati sul calendario fenologico.
Riccardo Bugiani
Servizio fitosanitario, Regione Emilia-Romagna
Giallumi
Flavescenza dorata e legno nero
(articolo in formato pdf 180 kb)
Con il termine di giallumi della vite in Emilia Romagna si identificano
due malattie causate da fitoplasmi, la flavescenza dorata e il legno nero.
La prima è oggetto di un decreto ministeriale di lotta obbligatoria
che impone il monitoraggio della malattia, con l’individuazione
delle aree infette, le cosidette “zone focolaio”. Una di queste
riguarda anche la provincia di Bologna, interessando alcuni comuni di
pianura e pedecollinari.
Guido Ghermandi
Agrites Srl
Tignoletta
(articolo in formato pdf 187 kb)
Lobesia botrana Denis & Schiffermüller
L’insetto compie generalmente tre generazioni, il cui sviluppo viene
simultato attraverso un modello matematico che lo mette in relazione all’andamentodelle
temperature: la prima generazione generalmente non viene trattata,mentre
per quelle estive le soglie di intervento sono più restrittive.
Il dannomaggiore è di tipo qualitativo in quanto gli attacchi di
tignoletta favorisconola comparsa di diverse malattie fungine, fra cui
soprattutto la muffa grigia.
Mauro Boselli
Servizio fitosanitario, Regione Emilia-Romagna
Calendario
degli interventi
(articolo in formato pdf 410 kb)
Guido Ghermandi
Agrites Srl

