n. 9-10/2007OLIVO
Un rilancio all'insegna della tipicità
Lavori
in corso
Quando il vino promuove agricoltura e territorio (articolo in formato
pdf 65 kb)
Editoriale
Il
percorso dell’Olio di frontiera
(articolo in formato pdf 14 kb)
Remo Rocca
Presidente Gal BolognAppennino
UNIONE EUROPEA
Iniziativa Comunitaria Leader +
RADICI
CHE AFFONDANO NELLA STORIA
(articolo in formato pdf 42 kb)
La presenza dell’olivo in terra bolognese è testimoniata con
certezza dal periodo medievale, anche se non se ne conosce con precisione
la consistenza. Durante il Rinascimento avversità climatiche e crollo
demografico provocano un forte declino della coltura, che comunque sopravvive
fino ai primi decenni dell’Ottocento. Oltre tale epoca si registra
la sua definitiva scomparsa. È di questi ultimi anni la proposta
di rilancio della coltivazione, supportata dai risultati delle ricerche
in corso su più fronti.
Enrico Baldini
Professore emerito di Arboricoltura generale all’Università
di Bologna
LA
MAPPA DEI SITI PIU’ VOCATI
(articolo in formato pdf 154 kb)
È già disponibile per l’area bolognese la carta di vocazionalità
alla coltivazione dell’olivo, costruita attraverso l’uso di
un programma informatico Gis e sulla base dei rilievi effettuati sui siti
dei quaranta olivi secolari censiti. La zona altamente vocata si colloca
nella fascia collinare, raggiungendo quasi i mille ettari.
Nicola Di Virgilio,
Osvaldo Facini
Istituto di Biometeorologia - CNR
ALLA
SCOPERTA DELLE VARIETÀ AUTOCTONE
(articolo in formato pdf 75 kb)
In Italia l’olivo gode di un elevato livello di biodiversità,
che oggi costituisce un requisito particolarmente interessante non solo
nell’ottica di una tipicizzazione del prodotto, ma anche in considerazione
del valore paesaggistico che la specie può rivestire in alcuni ambienti.
Sul territorio regionale è già stato avviato un lavoro di
identificazione delle varietà autoctone prima nell’area romagnola,
dove l’olivo ha una diffusione e un’importanza economica di
un certo rilievo, e molto più recentemente nelle province emiliane.
A Bologna la selezione clonale ancora in corso consentirà in un prossimo
futuro di disporre di materiale vegetale certificato da utilizzare per i
nuovi impianti.
I testi di questo capitolo sono a cura di:
per la parte introduttiva, l’area romagnola e le colline bolognesi
ANNALISA ROTONDI - Istituto di Biometeorologia - CNR, Bologna
LUCIANA BALDONI, NICOLÒ GIUSEPPEMARIA CULTRERA, ROBERTOMARIOTTI -
Istituto di Genetica Vegetale (IGV),
CNR - Perugia
per l’area emiliana
PROF.ANDREA FABBRI - Università di Parma
UNA
CULTIVAR, UN OLIO
(articolo in formato pdf 116 kb)
Differenziare la produzione è l’imperativo valido anche per
il settore oleicolo oltre che per molti altri comparti dell’agroalimentare.
L’analisi degli oli monovarietali, ottenuti da una sola varietà
di olivo tipica di un territorio, è appunto finalizzata a valutare
la loro possibile valorizzazione in purezza o in miscele dichiarate, arricchendo
di nuove proposte il mercato dell’olio.
Annalisa Rotondi
Istituto di Biometeorologia - Cnr
UN
SUCCESSO POSSIBILE CON L’IMPEGNO DI TUTTI
(articolo in formato pdf 28 kb)
La crescita dell’olivicoltura emiliano-romagnola passa attraverso
un serio coinvolgimento di tutti gli attori della filiera verso un unico
obiettivo: mantenere alta la qualità dell’olio – sia
esso Dop o comunque dotato di una forte impronta di tipictà –,
comunicandola al consumatore attraverso azioni informative e promozionali.
Franco Sapda
Arpo - Associazione Regionale Produttori Olivicoli

