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n.2/2011
VITE&VINO

 

 

 

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n.2/ 2011 VITE&VINO

  • OCM vino, Secondo Step
    Nuove proposte per tappi e contenitori

Distintività territoriale, la nostra forza
Le denominazioni di origine territoriale sono uno strumento di competitività del vino? Certamente sì per i vini del nostro paese, che non possono concorrere con la superiorità organizzativa e commerciale dei produttori dell’Emisfero Sud e che puntano invece sulla spinta “peculiarità” del prodotto, legata non solo all’origine geografica ma anche ai vitigni autoctoni da cui derivano i principali vini italiani.
Denis Pantini Nomisma

Vino bio? Lo chiede il mercato
La vendemmia 2010 doveva finalmente rappresentare la svolta, ma l’appuntamento è stato disatteso. Non si è trovato infatti l’accordo fra i paesi europei in merito al limite di solfiti ammessi e ad altri aspetti tecnici non trascurabili.
Eppure i vini da agricoltura nonché vinificazione biologica si sono ritagliati già un certo spazio
di mercato e il settore fa supporre sviluppi interessanti…
Pier Francesco Lisi Giornalista, enologo

Cosa cambia con le nuove denominazioni
La riforma dell’Ocm vitivinicolo ha assimilato la vecchia classificazione dei vini con Do e Ig a quella degli altri prodotti agroalimentari di qualità, introducendo le denominazioni Dop e Igp pur senza eliminare le menzioni specifiche tradizionali. Per i vini da tavola senza indicazione geografica diventa invece possibile indicare in etichetta l’annata e il nome del vitigno.
Massimo Barbieri regione Emilia-romagna, Servizio Sviluppo delle Produzioni vegetali

Schedario viticolo, come funziona ora
Obiettivi dello schedario sono la sorveglianza e il controllo del potenziale produttivo ossia di tutte
le superfici vitate nonché dei diritti di reimpianto di un territorio. Il decreto ministeriale di recente
approvazione ne disciplina l’avviamento e la gestione alla luce dell’Ocm unica, introducendo inoltre alcune semplificazioni amministrative.
Massimo Barbieri regione Emilia-romagna, Servizio Sviluppo delle Produzioni vegetali

Estirpazioni, un bilancio ormai concluso
Tutte le superfici vitate dell’Emilia Romagna hanno avuto accesso al premio, comprese le aree di
rilievo paesaggistico o quelle iscritte agli Albi delle denominazioni d’origine. Nel triennio risulta estirpato il 6% degli impianti regionali.
Massimo Barbieri regione Emilia-romagna, Servizio Sviluppo delle Produzioni vegetali

Fondi aggiuntivi per assicurare il raccolto
Dall’inizio del 2010 sono state attivate due nuove forme di finanziamento delle assicurazioni agevolate, previste dalla regolamentazione comunitaria, che si aggiungono ai preesistenti interventi del Fondo di solidarietà nazionale.
Maria Grazia Tovoli, Giordana Gherardi Provincia di Bologna, Servizio Produzioni agricole e agroambiente

Fertilizzare con le vinacce
Il reimpiego agronomico dei sottoprodotti della vinificazione, consentito dalla scorsa vendemmia,
va incontro a istanze di reddito e organizzative del viticoltore ma deve tener conto anche delle
caratteristiche fisico-chimiche di questo materiale, che sono in grado di influenzare l’equilibrio
della microflora del terreno.
Claudio Ciavatta,Paola Gioacchini, Daniela Montecchio Università di Bologna, Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroambientali e Tecnologie agroambientali

Contenitori più leggeri. Anche per l’ambiente
La proposta di contenitori alternativi rispetto alla tradizionale bottiglia in vetro nasce anche da un’esigenza di rispetto dell’ambiente. Il loro utilizzo determina infatti una minor produzione di gas serra, ma d’altro canto consente una conservazione
meno prolungata del vino. Al consumatore e alla cantina spetta la scelta finale.
Marco Simoni Astra Innovazione e Sviluppo

Il sughero e altre possibilità
Il sughero è il materiale della tradizione, utilizzato fin dall’antichità, ma oltre a presentare il problema di un’offerta insufficiente rispetto all’accresciuta domanda, è sottoposto al rischio di contaminazioni responsabili del famigerato “sapore di tappo”. Ecco perché sono state sviluppate soluzioni diverse, di cui alcune particolarmente innovative.
Paola Ferraretto Università di Udine Dipartimento di Scienze degli alimenti