n.6/ 2011
BIODIVERSITA' IN AGRICOLTURA
RAZZE E VARIETA' CHE TORNANO A VIVERE
Lavori in corso
Conservazione e gestione dei siti Natura 2000
(articolo in formato pdf 147 kb)
Un patrimonio in pericolo
Nell’ultimo secolo sono scomparse in Europa migliaia di razze animali,
specie e varietà vegetali che una volta contribuivano a soddisfare
il fabbisogno alimentare delle popolazioni. L’impoverimento genetico
in atto rappresenta una grave minaccia per gli equilibri naturali, contro
la quale si è mossa la comunità internazionale e locale. I
provvedimenti adottati in Emilia Romagna.
Francesco Perri - Regione Emilia-romagna
Quattro razze in cerca di allevatore
- Asino Romagnolo, un amico affidabile
È l’unica razza di asino autoctona dell’Emilia Romagna, perciò merita di essere salvata anche per l’ampia diffusione che ebbe in passato. Oggi può essere utilmente impiegata nel turismo equestre, nella pet terapy o nella pulizia dei boschi.
Danila Biacchessi - Associazione Provinciale allevatori Bologna - Pecora del Corniglio, fra le autoctone la più diffusa
Anticamente era la lana il prodotto più apprezzato di questa razza originaria dell’Appennino parmense, che è effettivamente pregevole per qualità e quantità. Attualmente questo ovino è sfruttato per l’eccezionale morbidezza delle carni.
Danila Biacchessi - Associazione Provinciale allevatori Bologna - Mora Romagnola, un’ottima produzione integrativa
La razza suina Mora Romagnola, proveniente da una storia secolare ma poi colpita da un drastico ridimensionamento a favore di razze moderne più produttive, fino alla quasi completa estinzione, ha goduto in tempi recenti di un salvataggio e di una “rinascita”, grazie all’impegno di alcuni allevatori e istituzioni scientifiche.
Valerio Steccanella - Studio Tecnico agrario, Castenaso (Bo) - Romagnola, carne bovina col marchio
Tra le razze bianche italiane è quella che conserva maggiormente, insieme alla Maremmana, le caratteristiche del ceppo podolico. La qualità della carne, attestata sia dal riconoscimento europeo di Indicazione geografica protetta che dal marchio regionale Qualità Controllata, le ha permesso di superare egregiamente anche le peggiori crisi di mercato.
Giovanni Stanzani Ufficio tecnico Prober
Antichi sapori nel pomario
L’Italia vanta un ricco e variegato patrimonio frutticolo oggi conservato
e valorizzato grazie all’intervento di enti pubblici e istituzioni.
In questa sede presentiamo una ventina di vecchie varietà che sono
sopravvissute alle profonde trasformazioni colturali, commerciali e di consumo
avvenute negli ultimi cinquant’anni e sono tuttora allevate seppure
per produzioni di nicchia.
Silviero Sansavini, Marco Grandi - Università di Bologna, Dipartimento
di Colture arboree – CMVF
Un mercato a parte
Fra i vantaggi offerti dalle antiche varietà vi è il loro
forte adattamento all’ambiente, la rusticità e una buona resistenza
ai parassiti. Esse richiedono però maggiore impegno e fantasia nella
commercializzazione - preferendo la vendita diretta - per far conoscere
al consumatore il valore aggiunto di questi frutti in termini di tipicità,
idoneità alla trasformazione attraverso ricette della tradizione,
originalità dei sapori in essi racchiusi.
Elena Tibiletti - Naturalista e giornalista agricola
Un campo catalogo di duecento anni fa
Costituito con scopi didattici da Filippo Re, professore di agraria presso
l’ateneo bolognese, l’Orto agrario del 1812 con relativo catalogo
costituisce un’interessante testimonianza delle varietà frutticole
e viticole all’epoca coltivate sul territorio.
Silvio Fronzoni- Museo della Civiltà Contadina

